Ho incominciato a scrivere a sedici anni, e non ho più smesso. Scrivere, per me, è un modo per ordinare le idee, elaborarle ed esorcizzarle. E' creare un mondo in cui sono io a definire le regole e a decidere il destino. E' un po come sentirsi Dio.
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La baia 2° Classificato Premio Letterario "Federico Ghibaudo" |
Aprile 2002 |
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L'ultima notte della Fortezza |
Gennaio 2003 |
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Ritratto 1° Classificato Premio Letterario "Federico Ghibaudo" |
Aprile - Maggio 2003 |
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Il mercante di Sogni |
Dicembre 2003 |
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Giulietta |
Luglio - Agosto 2004 |
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Via del Campo |
Luglio 2005 |
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli
allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa
quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare
indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di
sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è "fine".
9. Non generalizzare mai.
10. Usare le parole straniere non è bon ton e potrebbero
portare a misunderstanding.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: "Odio
le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu."
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa
cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s'intende la
spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già
capito).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. La litote è la più straordinaria delle tecniche
espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle
scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei
due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l'espressione italiana adatta non ricorrere
mai all'espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono
"cantare": sono come un cigno che deraglia.
23. C'è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor
numero di parole possibile, evitando frasi lunghe - o spezzate
da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco
attento - affinché il tuo discorso non contribuisca a
quell'inquinamento dell'informazione che certamente (specie
quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno
non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo
dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili,
perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa un'articolo indeterminativo prima del
sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i
termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire,
Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli,
senza perifrasi. Così faceva anche il maggior scrittore
lombardo del XIX secolo, l'autore del 5 maggio.
31. All'inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per
ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non
capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntiliosamente l'ortograffia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno,
non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che
faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l'effetto: saresti in errore e
dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua
logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le
premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi
inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto
ti appaiano come altrettante epifanie della differanza
grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva - ma peggio
ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di
chi legga con acribia ecdotica - eccedano comunque le
competente cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di
quello che.
40. Una frase compiuta deve avere
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