|
|
Nelle notti invernali, alzando gli occhi al cielo, è impossibile
non rimanere colpiti dallo scintillio vivacissimo di una stella
dallo splendido colore bianco: si tratta di Sirio, la stella più
brillante di tutta la volta celeste. Tale primato le deriva, oltre
dall'essere circa venti volte più luminosa del nostro Sole, anche
dalla distanza che la separa da noi (8,6 anni luce), molto piccola
rispetto a quella della maggioranza delle stelle. Come dicevamo,
il colore della luce di Sirio è bianco: forse però non è sempre
stato così.
Un
enigma astronomico Data la sua luce brillantissima,
non è una sorpresa che Sirio sia stata inserita in molti antichi
cataloghi astronomici di varie culture. A partire dagli Egizi, che
collegavano il suo sorgere alle benefiche inondazioni del Nilo,
possiamo ritrovare molte citazioni di Sirio sia in autori greci
che romani. In tempi recenti un fatto curioso ha attirato l'attenzione
degli astronomi: molti autori antichi associavano in modo inequivocabile
al nome di Sirio l'attributo "rossa". Tale definizione
è rintracciabile, ad esempio, in Orazio ed in Seneca. Mentre per
questi scrittori possiamo pensare ad una "licenza poetica",
veramente singolare è il fatto che il grandissimo astronomo Tolomeo
inserisca Sirio tra le stelle di colore rosso. La sua sembrerebbe
credibile, considerando che il suo elenco di stelle rosse, a parte
Sirio, è totalmente corretto. Il problema del possibile cambio di
colore di Sirio è un problema che è stato a lungo dibattuto: nessuna
teoria prevede infatti che una stella possa cambiare così profondamente
il proprio colore in meno di due mila anni, e nessuna delle spiegazioni
proposte ha retto alla critica. Recentissime ipotesi sostengono
che il cambiamento di colore non vada attribuito alla stella stessa,
ma al frapporsi fra noi e Sirio di una piccola nube di polvere interstellare,
che avrebbe così arrossato la sua luce.
Quello
che sappiamo I primi studi approfonditi su
Sirio risalgono ad E. Halley, che già nel 1718 mise in evidenza
il suo spostamento in cielo rispetto alle stelle più lontane o,
come si dice con un termine tecnico, il suo moto proprio. Il moto
proprio di Sino risulta cospicuo, proprio per la sua vicinanza a
noi: in due mila anni questa stella si è spostata tra le costellazioni
per circa una volta e mezza il diametro apparente della Luna!
Studiando il moto proprio di Sirio, gli astronomi si accorsero inoltre
che la sua traiettoria non era rettilinea, come avviene ne caso
di un corpo non sottoposto a forze, ma oscillante come se l'astro
percorresse una specie d "slalom". Il matematico tedesco
F.W. Bessel interpretò un tal comportamento suggerendo eh Sirio
fosse in orbita attorno ai un compagno invisibile, ma abbastanza
massiccio da poter deviare il moto dell'astro principale. Ed in
effetti nel 1862, apprestandosi a collaudare un nuovo telescopio,
A.G. Clark scoprì una stellina estremamente debole vicinissima a
Sirio: era il suo compagno, fino allora invisibile. La stella principale
-quella che possiamo vedere a occhio nudo- fu battezzata Sirio A
ed il piccolo compagno Sirio B. Si calcolò la; sua orbita, e risultò
che le due stelle ruotano una attorno all'altra in circa 50 anni.
Dalla misura precisa delle orbite, si trovarono le masse di Sirio
A e Sirio B, che risultarono rispettivamente par a 2,3 e 0,9 volte
quella del Sole.
Un nuovo
tipo di stelle L'attenzione degli astronomi
si concentrò sull'estrema debolezza della luce di Sirio B rispetto
a Sirio A (è circa 10.000 volte più debole) e sul suo colore, quasi
uguale a quello di Sirio A. Poiché sappiamo che il colore di una
stella è una misura della sua temperatura, risulta che a parità
di superficie Sirio B dovrebbe emettere tanta energia quanto Sirio
A. Poiché le due stelle si trovano alla stessa distanza da noi,
non c'è altra spiegazione per la debolissima luce di Sirio B se
non quella di pensare che questa stella deve avere un raggio piccolissimo!
Risulta così che Sirio B è grande solo circa il doppio della nostra
Terra. Comprimendo in un tale volume una quantità di materia paragonabile
a quella del Sole, la densità raggiunge valori inimmaginabili: un
cucchiaino di materia di Sino B trasportato sulla Terra peserebbe
tre tonnellate! Sembra incredibile, eppure la fisica moderna insegna
che un simile stato della materia non è impossibile; anzi, gli è
stato dato anche un nome: si parla di materia degenere o gas di
Fermi, in onore al fisico che l'ha studiata. Inoltre, l'astrofisica
predice che ogni stella di massa non troppo grande (categoria che
comprende, ad esempio, il nostro Sole) terminerà la propria vita
come una stellina estremamente compatta e calda, come oggi noi vediamo
Sirio B. A tali oggetti viene dato il nome di nane bianche.
© 2006 by Alessandro F.
Dulbecco
|