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M31 - NGC224 M 31 è l'oggetto più lontano visibile ad occhio nudo (dista da noi 2,2 milioni di anni-luce), e senza telescopio (o con strumenti di piccolo calibro) ci appare come una macchiolina sfocata e allungata. Il trentunesimo oggetto di del catalogo di Messier è stato descritto per la prima volta dall'astronomo persiano Abd Elrahman Al Soufi, nell'anno 964. Ma si è dovuto attendere ancora moltissimo tempo, fino al 1920, prima che qualcuno rivelasse la vera natura di questa pallida luminosità. La scoperta. la dobbiamo nientepopodimeno che ad Edwin Hubble, che con il telescopio di monte Wilson studiò questo oggetto, rivelando che si trattava di un ammasso di 400 mila miliardi di stelle (400000000000000 rende meglio l'idea). A parte le nostre due piccole galassie satelliti ( le nubi di Magellano), M31 è la galassia a noi più vicina ed insieme alla Via Lattea, costituisce la coppia di oggetti più brillanti del gruppo locale (il gruppo di galassie che ne comprende una trentina, fra cui la nostra), Per molto tempo si pensava che M31 fosse una sorella gemella della Via Lattea: una galassia a spirale di media grandezza, anch'essa accompagnata da due galassie satelliti (M32 e M110); ma da qualche anno, grazie all'osservazione in frequenze (infrarosso e onde radio) diverse da quelle della luce visibile, e grazie a telescopi sempre più potenti, abbiamo scoperto molti altri particolari: per cominciare, la regione centrale di M31 è molto più grossa della nostra e sembra contenere due nuclei differenti, separati da 5 anni-luce; e nel suo spettro comprende stelle più ricche di elementi pesanti che non la Via Lattea, il che prova che M31 ha assorbito nella sua periferia delle generazioni anziane di stelle. Tutto questo porta verso un'ipotesi: cannibalismo. La nostra vicina avrebbe inghiottito una delle sue "sorelle", della quale è ancora visibile il nucleo. E per i giochi di attrazioni gravitazionali, questo mostro si avvicina a noi inesorabilmente, ad una velocità di 275km/s. |
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