Charles Messier

Charles Messier nacque Badonviller (sud della Francia)il 26 giugno 1730. Era il decimo di ben dodici figli. La situazione economica della famiglia, già gravata da un così grande numero di bocche da sfamare, entrò in crisi con la prematura morte del padre. Charles doveva quindi cercarsi un lavoro sfruttando il fatto che sapeva scrivere e disegnare. Ecco cosa accadde raccontato da lui nella sua autobiografia:<<... ero allora in condizione di poter condurre uno studio di un amministratore o di un procuratore della Corte. (...) Un amico di famiglia, l' abate Thelosen, avendo conoscenze a Parigi, trovò due posti, l' uno da un amministratore, l' altro presso un astronomo, (...) di questi due bisognava accettare l' ultimo che pareva essere il più vantaggioso e ... alle nove e un quarto di mattina del 23 settembre 1751 partii da Badonviller >>.


La Firma di Messier
La Firma di Messier: Votre tres Humble et très obéissant serviteur (Vostro umilissimo e obbedientissimo servitore)


Per alcuni anni egli scrisse un diario (che fu ritrovato un secolo e mezzo dopo da Flammarion) nel quale giorno per giorno, annotava ciò che accadeva. Troviamo lì descritti fatti di tutti i tipi: condizioni meteorologiche (... l' 1 gennaio 1753 la Senna è gelata e lo è restata fino al 10; il 29 è gelata ancora e questa volta il ghiaccio è durato fino all' 1 febbraio. Nelle piazze pubbliche vennero accesi grandi fuochi per il popolo...), un'esecuzione capitale, dalla quale Charles uscì notevolmente sconvolto(... il 22 febbraio 1753 sono stato alla Place de Gréve per vedere un uomo che è stato rotto vivo per furto ed assassinio. Ebbe le braccia, le gambe, le cosce e le reni rotte e tre colpi di grazia...) e, ovviamente, alcuni fenomeni astronomici, come, ad esempio, il pezzo seguente: <<... il 6 maggio 1753 mi sono alzato alle tre del mattino per andare a vedere il rinomato passaggio di Mercurio sul disco del Sole; il suo ingresso non è stato visto a Parigi, ... si è osservato Mercurio sul Sole dalla levata di quest' ultimo e vi è rimasto fino alle 10, 21 minuti e 25 secondi. Il cielo era molto bello, sereno, senza nubi e non si è sofferto di alcun impedimento se non di un po' di vento che giungeva da nord e che dava qualche tremolio agli strumenti. Ho potuto osservare questo transito all Osservatorio di Cluny, appartenente al signor Delisle. Ecco i dettagli degli strumenti in uso: il primo era un telescopio newtoniano di cinque piedi, era fra le mani di Delisle. Vi osservai Mercurio che mi apparve ben nitido, pareva una lenticchia sul Sole, tonda e nera come l' inchiostro; il secondo strumento era un quarto di cerchio di 3 piedi di raggio ... Il terzo era un cannocchiale di 4 piedi di lunghezza, fatto da Paris, eccellente strumento che era fra le mani del signor De Barros; fu in questo che Mercurio mi è parso meglio distinto e maggiormente ingrandito. Il quarto strumento era un telescopio di due piedi e mezzo, fatto a Londra. Ecco le osservazioni che ne risultarono: Delisle segnalò il primo contatto del bordo di Mercurio con quello del Sole a 10h18m43s, ha trovato gli intervalli fra i due contatti di 2m40s, perciò l' ultimo contatto fu a 10h21m23s>>.

Vi è anche narrato un episodio comico: durante l'osservazione di un'eclissi lunare, il naso di Messier cominciò a sanguinare, compromettendo il tutto.

Andò invece a buon fine la sua osservazione del transito di Mercurio sul Sole del 1756, che pare essere  riuscita solo a Messier e a Delambre in tutta Parigi: l' inizio del fenomeno ebbe luogo con oltre tre quarti d' ora di ritardo rispetto al momento indicato dalle effemeridi di Lalande e la gran parte degli astronomi aveva dato forfait non osservando alcun fenomeno. Messier invece, sospinto dall'amico Delambre, rimase allo strumento e, alla fine, osservò il fenomeno.

Nel 1757, il suo datore di lavoro, l'astronomo Joseph Nicolas Delisle, decretò terminato il suo periodo di apprendistato.

Messier diventò di colpo un astronomo di fama quando, nel 1758,fu il primo in Francia a scrgere la prima cometa dell'anno. Ne parlarono infatti tutti i quotidiani dell'epoca.

Qualche settimana dopo la scoperta, nei pressi di Zeta Tauri, Messier scoprì quella che sarebbe poi diventata famosa con il nome di "Nebulosa del Granchio". La descrive come << una nebulosità , allungata, nella forma della luce di una candela, che non contiene alcuna stella >>

A causa del brutto tempo che copriva i cieli di Parigi nei giorni del transito della Halley, Messier non poté essere il primo ad avvistarla. Nonostante questo, la studiò accuratamente nel 1759.

Messier cominciò in quel periodo a concentrare la sua attività proprio sulla ricerca di comete e, poco tempo dopo, ne scoprì una: <<...dopo parecchi giorni di cielo coperto, l' 8 gennaio 1760, divenne perfettamente sereno. Quello stesso giorno, avendo la curiosità di osservare il cielo e soprattutto la bella costellazione di Orione che brillava davanti ad una delle finestre del Collegio di Francia, dove dimoravo allora, vidi immediatamente questa cometa come una nube biancastra nei pressi della stella che è posta nel ginocchio destro di Orione e che è denominata kappa da Bayer; la cometa eguagliava in splendore questa stella. Per assicurarmi della sua posizione andai all' Osservatorio della Marina: non erano ancora le nove di sera e la costellazione di Orione non era ancora passata al meridiano. Esaminai la cometa con un rifrattore da un piede...; vidi il nucleo circondato da una grande nebulosità, la sua luce era viva ed un poco rossastra; ... stimai il diametro del nucleo in 34 secondi e l' estensione della chioma in circa 15 minuti di grado. La coda era lunga 4 gradi e diretta verso est, la si poteva percepire con gran difficoltà anche ad occhio nudo >>.

Questa scoperta fu subito seguita da quella di un'altro astro chiomato a non più di venti giorni dal precedente.

Nel 1761, Messier pubblicò le "Mémoires de Mathématique et Physique".

Nel 1763, non essendo avvezzo agli intrighi di corte, pur essendo uno degli astronomi più acclamati, fallisce per un voto l'ammissione all'Académie Royale.

Intanto la sua attività continua, instancabile

Diventa membro della Royal Society di Londra 1764, dell'Istituto di Bologna nel 1765 e della Königliche Akademie di Prussia nel 1769 e, infine, nel 1770arriva anche la sospirata all'Academie Royale.

Nel 1771 viene pubblicato, con il titolo di Catalogue des nebuleuses et des amas d' étoiles, que l' on découvre parmi les étoiles fixes, ovvero il primo catalogo di Messier. Charles Messier è infatti ricordato soprattutto per l'omonimo catalogo di 110 fra i più grandi oggetti non stellari. La prima versione del catalogo comprendeva i primi 45 oggetti attuali.

Nel 1781 Messier è vittima di un gravissimo incidente: durante una visita al giardino botanico di Monceaux cadde infatti in una cavità usata come ghiacciaia. Dopo quel volo di più di otto metri, Messier si era fratturato braccio, polso e femore destro, e probabilmente anche un paio di costole. Pare che un inserviente del giardino, entrando nella ghiacciaia e vedendo l'astronomo a terra in una pozza di sangue, abbia saputo solo domandare: <<Chi è lei? Cosa fa qua?>>

La situazione era delle più gravi, ma Messier sopravisse sia alla caduta sia alle cure ricevute: il celebre chirurgo dell'epoca Valdajou, infatti, per una migliore guarigione, gli ruppe una seconda volta il femore!!

Nel 1784, eccolo di nuovo al lavoro e scoprire una cometa. In questo anno, uscì anche la seconda e ultima edizione del Catalogo.

Nell'1789, l'astronomo Lalande onora Messier dando nome a una costellazione Custos Messium, giocando sull'assonanza fra il genitivo latino Messium (letteralmente "delle messi") e il nome Messier. Ecco cosa scrive Lalande: <<... si chiama Messier colui che è preposto alla cura delle messi: la costellazione che porta questo nome è posta fra Cefeo, Cassiopea e la Giraffa, cioè fra i sovrani di un popolo agricoltore ed un animale distruttore delle messi; questo nome ricorderà ai futuri astronomi il coraggio e lo zelo del nostro più infaticabile osservatore, il cittadino Messier che dal 1757 sembra essere preposto alla guardia del Cielo e alla scoperta delle comete". La costellazione, attualmente, non esiste più.


Custos Messium
"Custos Messium"


Con la rivoluzione, arrivarono per Messier tempi duri, essendo stata destituita l'Academie Royale, ma lui, inarrestabile, continuò il suo lavoro, scoprendo il 27 settembre 1793 l'ennesima cometa.

Grande onorificenza fu data all'astronomo da Napoleone, che gli consegnò di persona la Legion d'onore.

Scoprì l'ennesima cometa, portando a 19 il suo bottino (16 come scopritore e tre come co-scopritore), nel 1801, quando aveva già settantuno anni.

Spirò la notte fra l'11 e il 12 Aprile, a 86 anni.


Crateri di Messier
I crateri Messier A e Messier B, sulla luna, intitolati all'astronomo francese. Si pensa siano stati formati dall'impatto con un meteorite radente.


(c) Alessandro F. Dulbecco