Antares di R. Braga

Per gli Arabi, Antares era il rivale di Marte, a causa del suo colore rosso. Per noi è la stella che annuncia l'arrivo dell'estate nelle calde sere della tarda primavera (che quest'anno è stata piuttosto capricciosa). Come Betelgeuse, l'alfa di Orione, nei libri di astronomia Antares viene presa ad esempio di quella classe di stelle note come supergiganti rosse, stelle che una volta si trovavano sulla sequenza principale del digramma HR e che poi, esaurito o quasi l'idrogeno come combustibile nucleare, si sono trovate nelle condizioni di sostituirlo con l'elio, il che ha comportato un'espansione dell'astro che assume dimensioni, appunto, gigantesche, con diametri dell'ordine di centinaia di volte quello del Sole.

Antares dista dal Sole 604 anni luce e possiede una magnitudine visuale di 1,06, leggermente variabile a causa delle pulsazioni a cui la stella è soggetta. Il suo particolare stato fisico si trova riassunto nello spettro, M1,2, nella classe di luminosità, quella delle supergiganti (Iab) e nella luminosità assoluta di -5,29 (il Sole, per confronto, è solo di mag. +4,82). La sua posizione nel diagramma HR è in alto a destra, verso l'estremità del ramo delle supergiganti.

Il 13 aprile 1819, durante l'osservazione di un'occultazione di Antares da parte della Luna, l'astronomo austriaco Burg scoprì una compagna di colore verdastro, di magnitudine 5,4 a quasi 3 secondi da Antares, durante la riapparizione della doppia sul lato non illuminato. Da allora la compagna è stata riosservata in molte occasioni e si è stabilito trattarsi di una stella della sequenza principale, di tipo B2,5. In base alle misure micrometriche sono stati fatti dei tentativi per stabilire se si tratti di una doppia ottica o di una vera doppia fisica, determinando, tentativamente, dei parametri orbitali. Il periodo della coppia sarebbe attorno ai 900 anni, con un'eccentricità di 0,10. Secondo Baize (1978) l'orbita è vista quasi di taglio (l'inclinazione è di circa 90°) e la massima separazione, superiore ai 3 secondi, si è avuta nel 1900. Questi parametri, tuttavia, sono gravati da notevoli incertezze e non si accordano con alcune misure recenti: ad esempio, nel 1989 la separazione era di 2,9", mentre in base ai parametri orbitali avrebbe dovuto essere di 2,7". Sono quindi necessarie ulteriori misure per poter arrivare a calcolare un'orbita affidabile.

Nonostante la differenza di luminosità tra le due stelle della coppia, l'osservazione di Antares B non è difficile se l'aria è calma e, come per Sirio, si adotta l'accorgimento di osservare con il cielo ancora chiaro del crepuscolo. Flammarion riferisce che "un cannocchiale di 108 mm mostra nettamente e perfettamente circolari i due dischi rosso-arancio di Antares e verde smeraldo del compagno, separati da un intervallo perfettamente nero", mentre con riflettori da 15 e 20 cm l'osservazione gli riuscì confusa. Burnham riferisce un'osservazione di Antares B compiuta da Hartung nel 1968 con un rifrattore da 75 mm e sarebbe interessante se qualcuno dei nostri lettori ripetesse l'esperienza con strumenti della stessa classe o col diffusissimo "114". Io l'ho trovata abbastanza facile con un rifrattore da 102 mm, troppo facile per poterla considerare una coppia da test. Ma per telescopi più piccoli si tratta invece di un'osservazione molto delicata che vale senz'altro la pena di tentare, anche perché Antares è una doppia bellissima: il contrasto tra l'arancio della principale e il blu-verde della secondaria (forse un colore spurio) non si dimentica facilmente. Naturalmente, data la piccola separazione angolare, occorre far uso di un ingrandimento abbastanza spinto.

 

Articolo Scritto per la rivista "COELUM" da Raffaello Braga

(c) Alessandro F. Dulbecco